in scena

totò il buono

Spettacolo per ragazzi (che può essere visto anche dai grandi)

adattamento per il teatro dell’omonimo racconto di C. Zavattini

a cui fu ispirato il celebre film di Vittorio De Sica “Miracolo a Milano”

 

Quand’è che si diventa grandi?

Questa è la storia di un bambino che cresce e diventa uomo, ma senza perdere lo stupore e l’innocenza dell’infanzia. E’ il racconto poetico e scanzonato di un’anima pura e delle sue peripezie a confronto con un mondo che non sa vedere oltre il proprio naso. Di un’anima che cresce, e crescere a volte fa paura.

Questa è la storia di Totò.

Totò è buono, perciò non ha paura.

Totò ha trovato il suo posto. E’ un posto fatto di uno spiazzo sterrato, fatto di una baracca, fatto di niente. Ma lui ci ha piantato gigli e garofani e un’immensa gratitudine.

Totò guarda il cielo che è ancora chiarissimo per illudersi di essere intero nel giorno ma già le gambe sono mangiate dal buio. Nel cielo c’è una lotta di nuvole, antilope contro toro o vacca. Com’è facile da volto diventare lago o barca o castello, basta un soffio. Totò non sogna, si chiede se è vero che la terra gira vorticosamente e sdraiato in mezzi ai campi cerca di cogliere qualcosa che gli chiarisca il mistero. Invano. Tuttavia la sua testa è intontita da quel silenzio come dopo un ballo.

Totò è amato da tutti, tranne uno.

Totò vede passare davanti a sè il suo stesso funerale.

Ma non c’è solo Totò. Questa è una storia che parla di petrolio, angeli e miracoli.

Il petrolio chiama il signor Mobic, che è ricco ricco ma ha tanta paura, tante paure e le più grandi sono quella di restare un giorno senza il necessario per vivere, e la paura di morire.

Allora gli angeli vengono in aiuto di Totò e gli concedono il potere di fare miracoli. E ne vedremo accadere molti, di miracoli, tutti ad opera di Totò. Il solo miracolo che non riesce è quello di trasformare la paura del signor Mobic.

E Totò muore? Per questa volta, solo per questa volta, forse no.

Perchè chi resta bambino dentro, continua a crescere e non muore mai.